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Siti Unesco di Sicilia: il percorso di viaggio

Giugno 28, 2019 by Agnese

Siti Unesco di Sicilia: il percorso di viaggio per esplorare le bellezze tutelate quali patrimonio dell’Umanità.

Sono i fiori all’occhiello della Sicilia e non potete non vederne uno durante la vostra vacanza nell’Isola.

I templi di Agrigento

Chiese, palazzi, templi, città un tempo grandi e adesso diventate museo a cielo aperto. Ma anche isole, un vulcano che il mondo ci invidia, e, come se non bastasse, tradizioni artistiche e agricole.

Parliamo dei beni Unesco di Sicilia, nove siti patrimoni dell’umanità, che all’interno raccolgono decine di tesori disseminati per tutta l’Isola. 

Vi invitiamo a conoscerli uno ad uno, ma certamente non vi basterà un weekend per vederli tutti. 

Immaginiamo, dunque, che il nostro viaggio ideale cominci proprio dal capoluogo, Palermo, con  l’itinerario arabo-normanno che si snoda tra le strade del centro storico di Palermo, fino a toccare la vicina Monreale e poi Cefalù. 

Lasciamo la città per andare ad Est. Dopo, 120 chilometri di autostrada in direzione Catania, usciamo allo svincolo di Enna per raggiungere Piazza Armerina.

Poco fuori il centro abitato si trova la sontuosa Villa del Casale, patrimonio dell’Unesco dal 1997. Resterete incantati da un trionfo di antichi mosaici, alcuni dei quali perfettamente conservati. Siamo di fronte ad un edificio tardo antico del IV secolo, scoperto negli anni ’50 del secolo scorso. Più che di una villa romana, si può parlare di un vero e proprio palazzo nobiliare o imperiale, appartenuto forse ad un importante personaggio d’età costantiniana con incarichi istituzionali in Sicilia. 

Per continuare il nostro viaggio, occorre tornare sulla A19 Palermo-Catania, raggiungere la circonvallazione del capoluogo etneo, quindi, inerpicarci sulla “Montagna” per antonomasia, come dicono i catanesi. Siamo sull’Etna, bene tutelato dall’Unesco dal 2013. Dall’alto dei suoi 3.340 metri, il gigante di Sicilia domina tutta l’Isola.

Dai crateri sommitali lo spettacolo è talmente bello da sembrare irreale: avvolti da uno scuro paesaggio quasi lunare, vi sentirete come un granello di polvere a tu per tu con l’imponente e inarrestabile forza della natura. Raggiunto in auto lo storico rifugio Sapienza, potrete salire in funivia o, se siete abituati a camminare, proseguire a piedi fino alla vetta. Sempre che il vulcano stia sonnecchiando. 

Catania e il Val di Noto

Scesi dall’Etna, tappa obbligata è Catania. Le cui chiese del centro storico fanno parte dell’itinerario delle città tardo-barocche del Val di Noto, patrimonio dell’umanità dal 2002. Consigliata una visita al settecentesco collegio dei gesuiti in via dei Crociferi, alla chiesa della Badia di Sant’Agata, uno dei principali monumenti barocchi della città, alla chiesa di San Nicolò l’Arena, uno dei più grandi edifici di culto cattolico della Sicilia e all’immancabile cattedrale dedicata a Sant’Agata. A questo punto il viaggio continua a sud, con gli altri gioielli barocchi del Val di Noto, che si trovano a Militello in Val di Catania, Caltagirone, Palazzolo Acreide, Noto, Modica, Ragusa e Scicli, queste ultime quattro vere e proprie capitali del barocco siciliano.

Restiamo nella Sicilia sud-orientale, lembo dell’Isola prezioso come pochi. Dal 2005 Siracusa e la necropoli rupestre di Pantalica fanno parte dei patrimoni dell’umanità. Il sito comprende il centro storico nell’isola di Ortigia, piccolo scrigno di tesori da girare in lungo e in largo a piedi, tra vicoli, chiese, piazze e palazzi e la Neapolis, ovvero la città nuova, dove sorge l’area archeologica con il teatro greco, l’anfiteatro romano, le latomie, l’Orecchio di Dionisio e l’ara di Ierone. Per finire, poco distante da Siracusa, l’itinerario si conclude con la necropoli di Pantalica, uno dei più suggestivi luoghi protostorici siciliani, con le sue misteriose grotte. 

Agrigento e la Valle dei Templi

A questo punto, ci spostiamo ad ovest e raggiungiamo Agrigento, dove troviamo la Valle dei Templi, insieme alla Villa del Casale, il primo sito Unesco in Sicilia, in ordine di tempo. Era il 1997, infatti, quando le imponenti sagome bianche dell’antica Akragas entrarono a far parte dei patrimoni dell’umanità. Vi troverete davanti al più grande sito archeologico del mondo con ben 1300 ettari.

I magnifici templi dorici (una delle tracce più impressionanti della civiltà greca in Sicilia), le necropoli, le opere idrauliche, come i giardini della Kolymbetra e gli ipogei, le agorà e i santuari, rendono unico questo parco archeologico. Per visitarlo, dedicate almeno una giornata intera, possibilmente non in piena stagione turistica. 

Dalla costa mediterranea ci spostiamo a quella tirrenica. Lasciamo l’Isola per raggiungere altre isole. Un aliscafo da Milazzo e in pochi minuti sbarchiamo alle Eolie. Le “sette sorelle”, patrimonio dell’umanità dal 2000, sono come perle che affiorano dal mare. Ognuna è diversa dall’altra, pur appartenendo allo stesso arcipelago.

Lipari, Vulcano, Salina, Filicudi, Alicudi, Panarea e Stromboli, con le loro acque cristalline su cui affondano scogliere da sogno, sono piccole gemme che resistono al turismo di massa grazie all’amore delle comunità che le vivono. La vera forza delle Eolie sono gli eoliani. Il consiglio è di parlare con loro, ascoltate le storie che hanno da raccontarvi, ripartirete rinnovati.

I patrimoni immateriali Unesco di Sicilia

Terminiamo il nostro lungo viaggio tra i tesori siciliani dell’Unesco con due patrimoni immateriali. Il primo lo potrete ammirare e “gustare” a Pantelleria: è la pratica agricola della coltivazione della vite Zibibbo ad alberello, nella lista dal 2014. L’altro è sparso un po’ ovunque nell’Isola e rivive nella tradizione dell’Opera dei Pupi.

Da Palermo a Messina, da Catania a Siracusa, passando per Acireale, Giarre, Caltagirone e Randazzo, potrete trovare teatri dove ancora vanno in scena le gesta dei paladini declamate dalle famiglie di pupari, che trasmettono di generazione in generazione un’arte antica che rischia d’estinguersi.

Ai siti Unesco di Sicilia ne aggiungiamo due che la riguardano: sono i muretti a secco, che troviamo sparsi in tutta l”Isola e il Cous Cous che riguarda il Maghreb ma ha un forte legame con la Sicilia.

Per gli altri siti italiani potete guardare il sito ufficiale.

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  2. Sant'Alfio, il Comune dell'albero più grande d'Italia - Sicilia Weekend ha detto:
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