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Chiesa di San Giovanni di malta a Messina

Gennaio 7, 2021 by SiciliaWeekend

Chiesa di San Giovanni di Malta a Messina: un luogo di culto e un bene culturale di rilievo in Sicilia. La storia e cosa vedere.

L’assessorato regionale ai Beni Culturali prepara interventi necessari al recupero della parte ipogea e al restauro delle statue dei santi, poste sull’altare maggiore Chiesa di San Giovanni di Malta – San Placido e dei Compagni Martiri a Messina.

Chiesa di San Giovanni di Malta a Messina
Chiesa di San Giovanni di Malta a Messina

Si tratta di un importante e significativo luogo di culto da recuperare. Un bene culturale che potrebbe diventare in futuro anche un museo come per il museo degli arazzi di Marsala. 

Storia della Chiesa di San Giovanni di malta a Messina

La fondazione del primo nucleo della Chiesa risale al VI secolo quando San Placido – discepolo di San Benedetto e martire per mano dei pirati insieme alla sorella Eustachia ed altri trenta monaci – fondò, sulle rovine di una vasta necropoli romana, il primo monastero benedettino.

Nel XII secolo i ruderi di quello che era stato il Monastero vennero affidati dal Conte Ruggero ai Cavalieri Giovanniti che ne fecero il loro primo Gran Priorato; da allora, e fino al XIX secolo il complesso di San Giovanni divenne la sede siciliana dei Cavalieri di Malta.

Fu nel 1588, però, che la Chiesa e l’annesso Ospedale subirono radicali rifacimenti a seguito dei quali vennero casualmente ritrovate le reliquie di San Placido e dei Compagni Martiri.

Fatto, questo, che trasformò il Tempio di San Giovanni in un luogo di culto particolarmente caro ai messinesi e che comportò la realizzazione di un’ampia chiesa affidata alla confraternita di San Placido, di una basilica superiore sede del Gran Priorato dei Cavalieri di Malta e, sull’altare maggiore, di un sacello per la custodia delle reliquie, realizzato dal Senato di Messina.

Cosa vedere

Attualmente la parte residuale dell’edificio mostra, tra eleganti decorazioni a stucco e pregiati affreschi, le statue di San Benedetto, Santa Flavia, Sant’Eutichio e San Vittorino. Tutti elementi riferibili ai primi del seicento.

Della parte ipogea non si hanno più notizie dal 1908, dal momento che, successivamente al terremoto, venne chiuso l’accesso che si trovava a fianco dell’attuale cappella del SS. Sacramento.

Da marzo 2015 ad agosto 2016 alla Chiesa fu concesso dalla Santa Sede un anno Giubilare per celebrare solennemente il 1500° anniversario della nascita del martire messinese San Placido.

Le istituzioni

“La Chiesa di San Giovanni di Malta – sottolinea l’assessore dei Beni Culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà – è una preziosa testimonianza dal punto di vista storico, artistico e religioso, oltre che uno dei complessi monumentali più importanti della città. I

l sopralluogo di questa mattina – aggiunge l’assessore Samonà – è un momento di attenzione dell’amministrazione regionale verso la città di Messina e verso quanti hanno mostrato di avere a cuore il recupero della parte ipogea della chiesa che, nel tempo, ha costituito luogo di grande venerazione e di identità”.

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