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Cosa vedere ad Agrigento

Aprile 25, 2022 by Claudia D Alessandro

Cosa vedere ad Agrigento: le bellezze e i musei del centro, la valle dei Templi e il giardino della Kolymbetra e i dintorni della città.

Se volete fare un tuffo nel passato e toccare (letteralmente) con mano dove affondano le radici della nostra civiltà, non potete che visitare Agrigento, per Pindaro “la città più bella dei mortali”. Del resto è la culla della Magna Grecia, la meta ideale per gli amanti di storia e cultura.

I templi di Agrigento

Le cose da vedere ad Agrigento e nei dintorni sono tantissime: dal centro storico della città, ricco di scorci suggestivi, alla magnifica Valle dei Templi, passando per la celebre Scala dei Turchi, è una zona tutta da scoprire e pronta a mostrarvi le sue meraviglie.

Il centro storico di Agrigento e la Via dell’Arte

Perdersi tra i vicoli di Agrigento è un’esperienza da fare una volta giunti in città. Il centro storico è arroccato sulla collina che domina la città, uno dei centri di origine araba meglio conservati in tutta la Sicilia. Le sue viuzze si affacciano tra chiese e monasteri ed edifici costituiti da grandi mattoni di calcarenite locale, dai colori che non troverete in nessun altro luogo dell’isola.

La passeggiata alla scoperta di Agrigento non può che iniziare da via Atenea, strada principale del centro storico il cui accesso è segnato dalla Porta di Ponte. 

Se non siete amanti delle scale c’è una brutta notizia per voi: Agrigento è piena di scalinate! Ce n’è una coloratissima, sfondo perfetto per le vostre foto social: si tratta della Scalinata degli Artisti, inserita tra le 16 scale più colorate del mondo.

Cattedrale di San Gerlando

La cattedrale di San Gerlando è dedicata al patrono di Agrigento e si trova in cima a una grande scalinata sulla collina del centro storico della città. La chiesa è un esempio perfetto di armonia tra gli stili arabo e normanno, ma anche gotico, chiaramontano e barocco, a testimonianza delle varie dominazioni che subì la città nei secoli. 

L’edificio, oltre a custodire l’urna d’argento con i resti di San Gerlando, è teatro di un fenomeno interessantissimo, cosiddetto portavoce. Infatti chiunque si trovi nel presbiterio può sentire ciò che viene detto, anche a bassa voce, da una persona posizionata all’ingresso della chiesa, che dista ben 85 metri. Il fenomeno è ancora più curioso se si pensa che non è possibile replicarlo in senso inverso.

Monastero di Santo Spirito

Il Monastero di Santo Spirito è un perfetto esempio dell’architettura medievale agrigentina. Insieme all’omonima chiesa, delizioso gioiello barocco, il complesso ospita anche un museo civico sotto la guida delle suore benedettine, dove poter ammirare oggetti della civiltà siciliana tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento.

Il Monastero è una tappa obbligata anche per i più golosi: oltre a ospitare tesori architettonici di rilievo, è possibile gustare dolcetti a base di mandorle e pistacchio realizzati dalle monache.

I luoghi di Luigi Pirandello

Agrigento ha dato i natali a Luigi Pirandello: se in centro è possibile visitare il teatro a lui dedicato e la biblioteca museo, allontanandosi di qualche chilometro dalla città scoprirete la casa d’infanzia dell’artista.

In contrada del Caos, un altopiano a strapiombo sul mare, c’è una complesso rurale di fine ‘700 dove Pirandello trascorse l’infanzia e l’adolescenza. Oggi è diventato una casa museo: il piano terra ospita periodicamente mostre temporanee dedicate allo scrittore, mentre al piano superiore sono esposte prime edizioni delle sue opere, fotografie, manoscritti e oggetti personali dell’autore.

Piccola curiosità: se percorrete il vialetto dietro la casa potrete scoprire la storia del famoso Pino di Pirandello. Oggi l’albero non c’è più, ma per esaudire il desiderio espresso dallo scrittore nelle sue ultime volontà, un cippo di pietra ritoccato dallo scultore Marino Mazzacurati ospita l’urna con le sue ceneri.

I Musei della città di Agrigento

Agrigento è una città ricca di musei: tra questi il più famoso è certamente il Museo Archeologico Regionale. Si trova all’interno del Parco della Valle dei Templi ed è il più grande Museo della Sicilia centro-meridionale, oltre che uno dei più visitati dell’isola.

Conta infatti 5.688 reperti ed è suddiviso in 18 sale con due percorsi espositivi. Il primo è dedicata all’Agrigento antica, mentre la seconda ai territori della provincia agrigentina e di Caltanissetta, in particolare all’epoca precedente all’insediamento greco.

Da non perdere i reperti più celebri: la statua originale di uno dei Telamoni, i giganti che si trovavano nel tempio di Zeus Olimpio, e l’efebo di Agrigento.

Valle dei Templi

Se parliamo di Agrigento e della sua storia è impossibile non menzionare la Valle dei Templi. Si tratta dell’area archeologica più grande al mondo (e ovviamente rientra tra i siti più visitati). Inserita nel 1998 nei siti patrimoni dell’umanità dall’Unesco, è costituita dalle rovine di Akragas, antica città della Magna Grecia che costituì il nucleo originario di Agrigento. 

All’interno della valle sono conservati ben dodici tempi in stile dorico, come il tempio di Ercole, di Giove Olimpico, di Giunone Lacinia; ma il più suggestivo è certamente il Tempio della Concordia, perfettamente conservato ed emblema di architettura dorica. 

Giardino della Kolymbethra

Il cuore della Valle dei Templi ospita un angolo di paradiso, dove archeologia e natura si fondono. Parliamo ovviamente del Giardino della Kolymbethra, che negli ultimi anni ha assistito a una vera e propria rinascita. 

Dopo anni di incuria e abbandono oggi è gestito dal FAI e ospita un meravigliosi alberi di agrumi, pistacchi e mandorle. È il luogo perfetto da visitare in primavera per godere appieno dello spettacolo dei mandorli in fiore.

Ascolta il podcast

Dintorni di Agrigento: la Scala dei Turchi

Non possiamo che concludere la visita (virtuale) di Agrigento con la Scala dei Turchi, un luogo magico e frequentato ogni estate da migliaia di turisti. È uno dei luoghi più fotografati della Sicilia per la sua unicità: si tratta di una scalinata a picco sul mare, un monumento naturale modellato da millenni di acqua e vento. 

Deve il suo nome alle scorribande dei pirati saraceni (chiamati “Turchi”), che approfittavano della conformazione a scala per raggiungere il centro abitato e saccheggiare.

In estate è la meta preferita dei siciliani e dei turisti provenienti da tutto il mondo, che amano prendere il sole e tuffarsi (o godere dello spettacolare tramonto) da questa bianchissima scalinata che si affaccia sul mare.

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