La Sicilia in inverno ha un fascino particolare, e ne ha ancor di più quando inizia a sbocciare la primavera: Agrigento è la meta ideale, soprattutto durante la Festa del Mandorlo in Fiore
Meta ideale in qualunque stagione, la Sicilia ha un fascino particolare quando si tratta dell’arrivo della primavera. Uno dei luoghi più belli da visitare è sicuramente la zona di Agrigento: già da metà gennaio o febbraio, la valle si tinge di bianco e rosa. È uno spettacolo naturale unico, che culmina nella Festa del Mandorlo in Fiore, che si tiene di solito tra fine febbraio e la prima settimana di marzo.

È il periodo perfetto per godersi la manifestazione – che tra l’altro si festeggia anche in Spagna – tra le più antiche di Sicilia, e visitare i dintorni, che sono ricchi di meraviglie. Ecco un itinerario pensato per vivere sia la magia della festa che le bellezze storiche e naturali della zona.
Primo giorno: alla scoperta del centro storico
Il fine settimana è il momento perfetto per godere della festa: se potete recatevi ad Agrigento il venerdì pomeriggio, in modo da entrare nel clima della festa senza la calca estrema della domenica. Andate a fare una passeggiata in via Atenea, il salotto della città. Durante la sagra le strade si riempiono di musica, gruppi folk che provano i loro passi e profumo di dolci alle mandorle.
Visitate poi il Monastero di Santo Spirito: qui potete acquistare i famosi dolci preparati dalle suore di clausura (i più buoni sono quelli alle mandorle e al pistacchio). Da non perdere in serata la Fiaccolata dell’Amicizia, che si svolge solitamente il venerdì sera. È uno dei momenti più emozionanti della Festa del Mandorlo in Fiore: i gruppi internazionali sfilano per le vie del centro con le fiaccole accese, portando un messaggio di pace.
Secondo giorno del weekend ad Agrigento, tra archeologia e borghi tipici
Il secondo giorno lasciatevi incantare dalle meraviglie del Parco Archeologico più grande del mondo: da non perdere il Tempio della Concordia (uno dei meglio conservati) e il Tempio di Giunone, situato nel punto più alto della collina. In questo periodo i mandorli fioriti tra le colonne doriche creano un contrasto cromatico unico.
E se volete immergervi nella natura, una visita al Giardino della Kolymbethra è d’obbligo. All’interno della Valle è un’oasi di pace gestita dal FAI dove lasciarsi cullare dal profumo di agrumi e ipogei, meta ideale anche per i bambini che rimarranno incantati.
Per sfuggire alla confusione post-festival, potete andare a Favara (a soli 15 minuti da Agrigento) per visitare il Farm Cultural Park. È una galleria d’arte moderna a cielo aperto in un quartiere recuperato: un contrasto incredibile e vibrante con i templi millenari visti al mattino.
Le alternative
Se invece volete andare alla scoperta dei dintorni a circa 20 minuti da Agrigento, Naro è uno scrigno di arte barocca e medievale. È strettamente legata alla festa, poiché spesso ospita eventi paralleli dedicati al mandorlo. Da non perdere il Castello Chiaramontano, che domina la vallata e offre una vista mozzafiato, e il Duomo Normanno.
Oppure potete recarvi a Sambuca di Sicilia, eletto “Borgo dei Borghi” nel 2016, è famoso per le sue origini arabe. Da visitare assolutamente il Quartiere Arabo (li Setti Vaneddi), un labirinto di vicoli stretti e cortili che ricordano una Kasbah, e il Terrazzo Belvedere per un panorama che spazia fino ai monti Sicani.
Se avete a disposizione un giorno in più vale la pena arrivare anche a Caltabellotta. Arroccato sul “pizzo” di una montagna a quasi 1000 metri di quota, è uno dei luoghi più mistici e panoramici della Sicilia. I ruderi del Castello Normanno (da cui si vede il mare e mezza Sicilia) e l’Eremo di San Pellegrino, incastonato nella roccia, sono assolutamente da vedere.
E infine lasciatevi incantare da Sant’Angelo Muxaro, borgo che domina la Valle del Platani, dove ammirare la Necropoli Sicana, con le sue tombe a grotta (Tholos), tra cui la celebre “Grotta del Principe”. È il posto ideale per assaggiare formaggi locali (come il pecorino) e miele direttamente dai produttori, partecipando magari a un tour esperienziale tra le grotte.

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