Prosegue il nostro viaggio tra i borghi più belli di Sicilia: andiamo alla scoperta di quelli della provincia di Messina, per un fine settimana pieno di sorprese
Amanti delle gite fuori porta, fatevi avanti! Continua il nostro viaggio tra i borghi più belli di Sicilia, quelli che hanno fatto innamorare i turisti italiani e non solo. Del resto lo sappiamo bene, l’isola è piena di perle rare ricche di storia, gioie per gli occhi e per il palato.
Dopo aver visitato i borghi più belli d’Italia nella zona di Enna e di Siracusa e Ragusa, adesso tocca alla provincia di Messina, nella Sicilia nord-orientale. Quest’area è nota per i suoi paesaggi medievali, i panorami mozzafiato e la storia antica: ecco uno spunto per un altro weekend da assaporare a 360 gradi.
Un weekend tra Castroreale, Novara di Sicilia, Forza d’Agrò, Savoca e Castelmola

Castroreale, Novara di Sicilia, Forza d’Agrò, Savoca e Castelmola sono alcuni dei borghi più suggestivi della provincia di Messina, nella Sicilia nord-orientale, inseriti nel prestigioso circuito dei “Borghi più belli d’Italia”.
Ecco tutto quello che c’è da vedere in un weekend nella zona, con un itinerario pensato per sfruttare al massimo gli spostamenti in auto.
Primo giorno
Il nostro fine settimana parte da Castroreale, borgo arroccato sui Peloritani con una vista mozzafiato che spazia da Milazzo alle Isole Eolie. Fa parte dei Borghi più belli d’Italia dal 2008 e oltre a essere un affascinante nucleo medievale, è un ottimo punto di partenza per escursioni e trekking, come nella zona della Rocca di Novara.
Castroreale è un vero e proprio museo a cielo aperto. La sua importanza storica è legata a Federico II d’Aragona, che lo scelse come residenza estiva per la sua posizione strategica. Una visita al Duomo è d’obbligo: rimarrete stupiti dal pavimento, una gigantesca meridiana a camera oscura realizzata nel 1854 da un abate scienziato. La luce filtra da un foro nel soffitto e indica mezzogiorno solare durante l’anno.
Il borgo ospita una delle più alte concentrazioni di opere della scuola di Antonello Gagini. Le sculture in marmo bianco sono così fini da sembrare di seta; cercate la statua di Santa Caterina nel Duomo per capire il livello di dettaglio.
Soffermatevi anche a Piazza delle Aquile, il cuore del borgo, belvedere naturale accanto al Duomo. E infine passeggiate per le vie di Castroreale fatte di “basaltino”, la pietra lavica scura che contrasta con il grigio chiaro del calcare locale, creando un gioco cromatico unico sotto il sole.
Nel pomeriggio spostatevi a Novara di Sicilia, a circa 30 minuti di macchina. È incastonato in una vallata spettacolare, tra i Peloritani e i Nebrodi, ed è noto per le sue tradizioni e le sue architetture in pietra arenaria.
Da qui è possibile ammirare Rocca Salvatesta: la sua sagoma svetta sopra il borgo e, secondo la leggenda, nasconde un tesoro che può essere trovato solo da chi riesce a salire in cima senza mai riprendere fiato.
Da non perdere il Duomo, con la sua facciata in arenaria e una cripta che custodisce mummie di prelati. E il Mulino Giorginaro, uno degli ultimi mulini ad acqua ancora funzionanti, dove scoprire l’antica arte della molitura.
Novara è famosa per i suoi artigiani della pietra. Basta guardare i balconi e le mensole dei palazzi nobiliari. Sono decorati con facce buffe, mostri o motivi floreali scolpiti nell’arenaria, una pietra che al tramonto diventa calda e dorata.
Ed è anche conosciuto come il Borgo della “Gara del Maiorchino“. Se visitate il borgo durante il Carnevale, potrete assistere alla ruzzola. Enormi forme di pecorino (il Maiorchino appunto) vengono fatte rotolare giù per le discese del paese in una sfida secolare. Non potete partire senza assaggiarlo!
Piccolo suggerimento: Nel tragitto tra Novara di Sicilia e il versante ionico, la strada attraversa il Parco dei Nebrodi. Se avete tempo, fermatevi in un punto panoramico qualunque: vedrete l’Etna da un lato e le Isole Eolie dall’altro contemporaneamente.
Altro piccolo consiglio: meglio pernottare nella zona di Savoca o Sant’Alessio Siculo per essere già sul versante ionico la domenica mattina.
Secondo giorno
Il secondo giorno del nostro weekend va dedicato ad alcuni dei luoghi del cinema più famosi dell’isola e ai panorami mozzafiato.
A circa un’ora e mezza di distanza da Novara di Sicilia c’è Savoca. È famosa in tutto il mondo per essere stato il set del film “Il Padrino” (in particolare il Bar Vitelli presso Palazzo Trimarchi). Si trova sui monti Peloritani, a circa 300 metri sul livello del mare, e conserva un’atmosfera particolarissima.
Una tappa obbligatoria è proprio al Bar Vitelli – non è una ricostruzione moderna, ma mantiene gli arredi originali e una collezione di foto storiche del set – per una granita al limone nel luogo dove Michael Corleone chiese la mano di Apollonia. Il palazzo poi è un esempio splendido di architettura settecentesca siciliana. Da non perdere anche la Chiesa di San Nicolò: arroccata su uno sperone di roccia, è proprio quella del matrimonio del film.
Concedetevi anche una passeggiata per la via dei Saraceni, che costeggia il monte e ti porta fino alle rovine del Castello Pentefur. Lungo la strada, le bifore medievali incastonate nelle mura raccontano di un passato arabo e poi normanno.
A poco più di 20 minuti c’è Forza d’Agrò: “new entry” tra i borghi più belli d’Italia, offre un affaccio panoramico e vicoli caratteristici, oltre a essere stato anche lui set naturale de “Il Padrino”. Mentre Savoca è più turistica, Forza d’Agrò è rimasta più silenziosa e austera: ammirate l’Arco Durazzesco, un magnifico portale gotico-catalano che introduce alla piazza della Chiesa della Triade, e la Cattedrale di Maria SS. Annunziata, splendida chiesa che domina il borgo con una vista incredibile sulla costa.
Per concludere il nostro fine settimana, l’ultima tappa è Castelmola. Spesso definito “il balcone sull’Etna”, si trova su un picco roccioso sovrastante Taormina, offrendo viste spettacolari sul vulcano e sul mare. È costruita sulla cima di un enorme masso calcareo, tanto che molte case sembrano un tutt’uno con la roccia.
Splendida Piazza Sant’Antonio, che è pavimentata in pietra bianca e nera a mosaico e offre una vista vertiginosa su Taormina e il Teatro Greco. Da vedere assolutamente anche i resti del Castello Normanno, il punto più alto del borgo per dominare l’Etna e lo Ionio.
Infine concedetevi una pausa prima di ritornare a casa al Bar Turrisi, celebre per i suoi arredi particolari e il famoso vino alla mandorla: è il prodotto tipico locale perfetto per concludere il vostro weekend!

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