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Tre giorni a Cerda e dintorni per il 25 aprile

Aprile 19, 2026 by Claudia D Alessandro Lascia un commento

Approfittando dei giorni a cavallo del 25 aprile, perché non trascorrere qualche giorno tra Cerda e dintorni alla scoperta dei sapori del territorio?

Quando le belle giornate cominciano a diventare più frequenti, in Sicilia si moltiplicano gli eventi. Il 25 aprile l’appuntamento è con la Sagra del carciofo di Cerda, una delle manifestazioni più celebri in primavera sull’isola.

Perché allora non approfittare della Festa della Liberazione per trascorrere una tre giorni indimenticabile tra i sapori di Cerda e il fascino delle Madonie?

Primo giorno

Il primo giorno dedicatelo a Cefalù e alla visita del borgo, inserito tra l’altro nel prestigioso circuito dei più belli d’Italia. Visitate il Duomo di Cefalù, capolavoro normanno con i suoi spettacolari mosaici del Cristo Pantocratore, e passeggiate tra i vicoli fino al Lavatoio Medievale, un luogo suggestivo scavato nella roccia.

Se avete tempo salite sulla Rocca di Cefalù, una salita impegnativa ma gratificante, dove troverete i resti del Tempio di Diana (struttura megalitica del IX sec. a.C.) e i Ruderi del Castello, da cui la vista spazia fino alle Isole Eolie.

Se ce la fate, merita una visita anche il Museo Mandralisca, dove è custodito il celebre Ritratto d’ignoto marinaio di Antonello da Messina, uno dei volti più enigmatici dell’arte mondiale.

Dopo un bel pranzo a base di pesce – d’obbligo a Cefalù – spostatevi a Collesano per visitare il Museo Targa Florio. Qui scoprirete la storia della corsa automobilistica più antica del mondo, che passava proprio per queste strade. Date uno sguardo anche alla Basilica di San Pietro, chiesa imponente che domina il paese, con opere d’arte di rilievo al suo interno.

E concludete il vostro giro al Castello Medievale: Sebbene ridotto a ruderi, la sua posizione offre una prospettiva incredibile sulla vallata fino al mare, perfetto per godersi un tramonto indimenticabile.

Secondo giorno

Dedicate il secondo giorno interamente alla Sagra del Carciofo: arrivate presto per godervi l’atmosfera della festa. Immancabile una foto davanti al Monumento al Carciofo in piazza, alto ben 9 metri.

Assisti alle sfilate dei carretti siciliani, dei tamburinari e dei gruppi folkloristici che animano le vie del centro. Il clou della giornata è ovviamente la degustazione: potrete assaggiare il pregiato carciofo spinoso cucinato in mille modi (alla brace, “a sfincione”, in pastella) accompagnato dal pane locale e vino rosso.

Nel pomeriggio esplorate gli stand di prodotti tipici madoniti (olio, formaggi, artigianato) e godetevi gli spettacoli di cabaret e musica live previsti dal programma.

Se però volete allontanarvi dalla calca della sagra, potete approfittarne per visitare il Museo Vincenzo Florio, in via Roma. È una tappa obbligatoria per gli appassionati: custodisce cimeli, foto e documenti della Targa Florio. Cerda era il fulcro del “Circuito delle Madonie” e qui si respira ancora l’odore dell’asfalto e del mito.

Fate una visita anche alla Chiesa Madre (Maria SS. Immacolata) in Piazza La Mantia e alla Chiesa della Madonna dei Miracoli, che offrono uno spaccato del barocco locale.

Terzo giorno

La nostra tre giorni non può che concludersi nel borgo medievale cuore delle Madonie, Castelbuono. Tappa obbligata è il Castello dei Ventimiglia (sede anche del Museo Civico), famoso per la splendida Cappella di Sant’Anna decorata dagli stucchi dei Serpotta.

Una chicca da vedere? La Torre dell’Orologio, situata in Piazza Margherita, per osservare da vicino il meccanismo antico ancora funzionante.

E non può mancare una sosta golosa alla Pasticceria Fiasconaro in Piazza Margherita. Potrete assaggiare i famosi lievitati artigianali e i prodotti a base di Manna, una resina dolce estratta dai frassini locali, presidio Slow Food.

Per finire, una passeggiata rigenerante tra i boschi che circondano il paese o verso Piano Imperiale prima del rientro.

P.S.: Se siete amanti della natura, a breve distanza da Castelbuono (verso San Mauro Castelverde) si trovano le Gole di Tiberio, scavate dal fiume Pollina, dove si può fare rafting o una passeggiata in gommone tra pareti altissime.

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la foto promuove il borgo di geraci siculo, si vedono alcune delle sue bellezze medievali e la giostra dei Ventimiglia con il palio dei cavalli

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