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Giardini di Sicilia, un tour tra i più belli

Aprile 26, 2026 by Claudia D Alessandro Lascia un commento

Un tour tra i giardini più belli della Sicilia, tra luoghi conosciuti e perle nascoste, per scoprire un lato inedito e poco noto dell’isola dai mille volti

La Sicilia non è solo terra di templi e mare cristallino: è anche uno scrigno di biodiversità e architettura del paesaggio. Se avete voglia di un viaggio sensoriale tra profumi di zagara, piante esotiche e geometrie barocche, ecco un itinerario tra i giardini più spettacolari dell’isola.

Un tour tra i giardini di Sicilia

Dalle pendici dell’Etna ai cortili segreti di Palermo, questo tour vi porterà a scoprire come l’uomo e la natura abbiano creato capolavori di rara bellezza.

L’Orto Botanico di Palermo e di Catania

Il nostro giro per i giardini di Sicilia non può che iniziare dall’Orto Botanico di Palermo. Non è un semplice giardino, ma un’istituzione scientifica tra le più importanti d’Europa. Non appena si varca l’ingresso è impossibile non notare il Ginnasio, l’edificio centrale in stile neoclassico progettato dall’architetto francese Léon Dufourny. È affiancato da due edifici simmetrici, il Tepidarium e il Calidarium, che completano un quadro monumentale mozzafiato.

Tra le sue attrazioni principali c’è il gigantesco Ficus macrophylla, arrivato dall’Australia nel 1845. È un albero monumentale dalle radici aeree spettacolari che copre una superficie vastissima. Da vedere assolutamente ci sono Cosa vedere assolutamente l’Aquarium, grande vasca circolare suddivisa in 24 scomparti che ospita numerose specie di ninfee e piante acquatiche; il Palmeto, una delle collezioni di palme più ricche d’Europa. E ancora il Giardino d’Inverno, serra storica in ghisa e vetro del XIX secolo e il settore Bio-ecologico, dove si possono ammirare la vegetazione mediterranea e desertica (comprese le imponenti succulente).

Grazie al clima mite di Palermo, l’Orto ospita specie tropicali e subtropicali che difficilmente sopravvivrebbero altrove nel continente, rendendolo un vero “laboratorio a cielo aperto” per la biodiversità.

Il Genio di Palermo all'Orto Botanico
Il Genio di Palermo all’Orto Botanico – Foto: Claudia D’Alessandro

Mentre all’Orto Botanico di Palermo ci si sente quasi in una foresta tropicale, in quello di Catania l’atmosfera è più quella di un giardino scientifico “ordinato” e prezioso, dove ogni angolo racconta la biodiversità del territorio siciliano. La particolarità architettonica più evidente è l’uso della pietra lavica scura che contrasta con il bianco del marmo e delle strutture neoclassiche.

L’Orto è diviso principalmente in due sezioni: l’Hortus Generalis, organizzato in viali ortogonali, ospita piante esotiche e una delle collezioni di palme più prestigiose d’Italia, e l’Hortus Siculus, la parte più preziosa, dedicata interamente alla flora spontanea siciliana. È un’area fondamentale per la conservazione di specie endemiche dell’isola e delle pendici dell’Etna.

Uno dei fiori all’occhiello dell’Orto Botanico di Catania è la collezione di piante succulente. Grazie all’esposizione solare e al suolo drenante, queste piante raggiungono dimensioni notevoli, creando un paesaggio quasi alieno nel centro cittadino.

Il Giardino della Kolymbethra

Dal cuore delle città di Palermo e Catania ci spostiamo in un luogo che sembra uscito da un mito classico: il Giardino della Kolymbethra, situato nel cuore della Valle dei Templi di Agrigento. Se gli orti botanici sono centri di ricerca, la Kolymbethra è un paradiso archeologico e agricolo recuperato dal FAI (Fondo Ambiente Italiano), che lo ha sottratto all’abbandono nel 1999.

A differenza di un classico orto botanico, qui la natura si fonde con le rovine: puoi passeggiare tra alberi d’arancio vedendo svettare in lontananza le colonne doriche del Tempio dei Dioscuri. Il giardino fiorisce in un avvallamento naturale grazie agli Ipogei, antichi acquedotti scavati nella roccia dai Greci che ancora oggi trasportano l’acqua necessaria per l’irrigazione. È un esempio perfetto di come l’ingegneria antica possa sostenere la natura per millenni.

Oggi la Kolymbethra è un raro esempio di giardino mediterraneo storico, dove convivono agrumeti tradizionali, con limoni, mandarini e aranci di varietà antiche, mandorli e olivi secolari, macchia mediterranea, con irto, alloro, lentisco e canne di fiume che crescono lungo i corsi d’acqua.

I Giardini pubblici di Taormina

Conosciuti anche come Villa Comunale o Parco Duca di Cesarò, i Giardini pubblici di Taormina sono un vero e proprio “capriccio” romantico. È uno dei luoghi più suggestivi della Sicilia, nato dal desiderio di una nobildonna inglese e immerso in un panorama unico.

Il giardino fu creato alla fine dell’Ottocento da Lady Florence Trevelyan, una nobildonna scozzese cugina della Regina Vittoria. Si dice che Lady Florence lasciò l’Inghilterra dopo una presunta relazione scandalosa con il futuro Re Edoardo VII. Arrivata a Taormina, sposò il sindaco Salvatore Cacciola e trasformò un terreno arido in un paradiso esotico.

L’elemento architettonico più originale sono le cosiddette “The Beehives” (gli alveari) o Follie Vittoriane. Sono padiglioni stravaganti costruiti con mattoni, legname, pietre laviche e decorazioni in stile orientale e gotico. Lady Florence, appassionata di ornitologia, le utilizzava come torrette per l’osservazione degli uccelli e come salotti per il tè.

Situato a picco sul mare lungo Via Bagnoli Croci, il giardino offre una delle viste più spettacolari dell’isola: da un lato lo sguardo spazia su tutta la baia di Giardini Naxos, dall’altro, si staglia maestoso il profilo dell’Etna.

I tesori nascosti del verde siciliano: i giardini meno conosciuti

La Sicilia ospita giardini che sono veri e propri “palinsesti” storici, dove ogni dominazione ha lasciato un’impronta botanica. Ma accanto ai luoghi più famosi, ci sono altre perle meno note ma straordinariamente affascinanti.

Radicepura

Se finora abbiamo parlato di giardini storici, Radicepura rappresenta il futuro del paesaggio mediterraneo. Situato a Giarre (tra Catania e Taormina), ai piedi dell’Etna, Radicepura non è solo un parco, ma un polo d’eccellenza mondiale per il florovivaismo e l’architettura del paesaggio.

Nasce dalla visione della famiglia Faro, leader storici nel settore delle piante ornamentali. L’idea è stata quella di creare un luogo dove la natura siciliana potesse dialogare con l’arte e il design internazionale. Il Radicepura Garden Festival è l’evento principale del parco, il primo festival internazionale dedicato al garden design nel Mediterraneo. Ogni due anni (solitamente negli anni dispari, ma le installazioni restano visitabili), paesaggisti da tutto il mondo creano giardini temporanei su un tema specifico.

Il Giardino del Biviere di Villa Tasca

Situata lungo la strada che porta a Monreale, questa villa storica vanta uno dei giardini più romantici d’Italia. Si estende su 8 ettari ed è diviso in aree tematiche. Il “Giardino Romantico” è un trionfo di laghetti, cigni e boschetti ombrosi.

La varietà di specie botaniche tropicali, grazie al clima palermitano, hanno raggiunto dimensioni colossali, creando un soffitto verde che isola completamente dal rumore della città.

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