Dopo aver esplorato la costa ionica, ecco un altro weekend nel messinese, che si concentra sulla costa tirrenica spingendosi fino ai confini con la provincia di Palermo
La costa tirrenica messinese è un nastro di circa 150 chilometri dove la catena dei Peloritani e dei Nebrodi si tuffa a picco in un mare azzurro e profondo, regalandoci uno dei tratti più variegati e affascinanti della Sicilia.
A differenza del versante ionico, qui il paesaggio è segnato da un’alternanza continua di ampie baie sabbiose, promontori rocciosi e fiumare (gli antichi letti dei fiumi seccati dal sole estivo), con lo sfondo costante dell’arcipelago delle Isole Eolie all’orizzonte.

Un weekend d’estate sulla costa tirrenica messinese
Dopo aver esplorato la costa ionica, è la volta di quella tirrenica: il paesaggio cambia forma, le scogliere si alternano a baie riparate e la storia antica incontra l’arte contemporanea. Questo itinerario porta alla scoperta di una Sicilia inaspettata, partendo da Messina e spostandosi verso i Laghetti di Marinello, Capo D’Orlando, Santo Stefano di Camastra, Tusa e la splendida Fiumara d’Arte.
Primo giorno, venerdì tra natura e promontori
Il vostro weekend prende il via da Messina. Potete dedicare una breve visita nel centro storico, e approfittare per osservare, a mezzogiorno in punto, il meccanismo dell’orologio astronomico e meccanico più grande del mondo, quando le statue bronzee cominceranno a muoversi a ritmo di musica, con il ruggito del leone e il canto del gallo. Se non l’avete ancora vista, lasciatevi incantare, proseguendo verso il lungomare, dalla Fontana del Nettuno, rivolta a dominare lo Stretto di Messina. Da qui si gode della vista sul porto con la stele della Madonnina della Lettera e la sponda calabrese.
Dopo un buon pranzo in città, imboccate l’autostrada A20 (o la panoramica SS113), per la prima tappa del vostro fine settimana: la riserva naturale di Oliveri e Marinello. Il pomeriggio è perfetto per esplorare la zona, una striscia di sabbia bianca incastonata sotto il promontorio di Tindari, dove il mare modella specchi d’acqua calda e limpidissima, la cui forma e dimensione cambiano continuamente. La riserva è la meta ideale per chi ama la natura e per chi vuole dedicarsi al birdwatching, visto che si possono osservare diversi tipi di uccelli migratori, come aironi, fenicotteri rosa e il falco pellegrino.
E dopo aver trascorso un pomeriggio in mezzo alla natura selvaggia, rilassatevi con una cena a base di pesce azzurro, nei pressi di Patti o Capo d’Orlando, che dista circa tre quarti d’ora in macchina dalla riserva.
Secondo giorno, sabato tra ceramiche e mare
Se venerdì sera decidete di pernottare a Capo D’Orlando, potreste approfittarne per trascorrere una mattinata al mare. Per un bagno ristoratore a est del centro abitato c’è la spiaggia di San Gregorio, uno dei punti più suggestivi della costa, incastonata vicino al borgo marinaro. Ha un fondo di sabbia chiara e ciottoli con acque limpide e scogli affioranti. Se volete invece un ambiente più tranquillo c’è la spiaggia di Testa di Monaco, poco più a est verso Brolo, rinomata per la sua cornice naturale verdeggiante e rilassante, con un arenile ampio di sabbia dorata e piccoli ciottoli.
In alternativa, invece di un bagno a Capo D’Orlando, potreste iniziare la giornata di sabato nel cuore del distretto ceramico e artistico della Sicilia nord-occidentale, ovvero Santo Stefano di Camastra. Tra le vie del centro e nei laboratori artigianali si possono ammirare piastrelle, piatti e teste di moro dipinte a mano con i tipici colori del sole e del mare. Qui potete approfittare per un buon pranzo per poi spostarvi a Castel di Tusa, a soli 12 minuti di macchina. La sua spiaggia è celebre per i grandi ciottoli levigati dal mare e per le acque cristalline che virano dal turchese al blu profondo. Non a caso è stata premiata con la celebre Bandiera Blu.
E dopo un bel bagno, concedetevi un aperitivo sul mare al tramonto e una cena a base di tonno fresco o pescato del giorno nei ristorantini sul litorale di Tusa.
Terzo giorno, domenica alla Fiumara d’Arte
Un weekend nella zona di Tusa non è completo senza l’esplorazione della Fiumara d’Arte, uno dei parchi di sculture all’aperto più grandi e affascinanti d’Europa, ideato dal mecenate Antonio Presti. Si tratta di opere monumentali di arte contemporanea immerse nella natura incontaminata, dislocate lungo l’alveo dell’antico fiume Tusa.
Da non perdere la maestosa opera “Piramide – 38° Parallelo” di Mauro Staccioli, situata proprio nel territorio di Tusa, a Motta d’Affermo. Si tratta di gigantesca piramide di ferro, chiamata anche piramide della luce. E ovviamente fate una tappa per scoprire anche le altre opere del percorso, come “La Materia Poteva Non Esserci” di Pietro Consagra o il suggestivo “Labirinto di Arianna” a Castel di Lucio: un modo unico per salutare questa parte di Sicilia, sospesi tra cielo, arte e mare.

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